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Come funziona l'allenamento vibratorio

ALLENAMENTO VIBRATORIO - Whole Body Vibration
L’Allenamento vibratorio è stato scientificamente testato nelle maggiori università mondiali.

Come funzionana l’Allenamento Vibratorio (Whole Body Vibration)

Allenamento vibratorioLa pedana produce una vibrazione attraverso la quale l’energia si trasferisce al corpo. Stando in piedi sulla pedana, il corpo si adegua automaticamente alle vibrazioni. Non va infatti dimenticato che, per l’effetto dell’accelerazione di gravità, il corpo umano è fatto per assorbire le vibrazioni verticali. Tale stimolo meccanico produce un riflesso di distensione involontario che, a seconda della frequenza selezionata, comporta una forte contrazione dei muscoli 20-50 volte al secondo. Lo stimolo meccanico genera forze di accelerazione che agiscono sul corpo. Queste forze fanno allungare i muscoli e il segnale viene ricevuto dal fuso muscolare, un piccolo organo presente nel muscolo. Il fuso trasmette il segnale attraverso il sistema nervoso centrale ai muscoli interessati, per cui l’effetto viene descritto come riflesso di distensione neuromuscolare involontario.
Come funziona pedana vibrante
Essenzialmente, la pedana vibrante ricrea il riflesso di distensione dei muscoli in base al seguente processo:
1. Stimolo: uno stimolo applicato a un tendine provoca un riflesso di distensione muscolare
2. Recettore: i recettori nei muscoli e nelle articolazioni notano questa variazione di lunghezza
3. Midollo spinale: i recettori trasmettono l’informazione al midollo spinale
4. Cervello: la risposta a questo stimolo sensoriale attraverso la colonna vertebrale è una contrazione diretta dei muscoli distesi. Il cervello non è direttamente coinvolto nel processo.

NESSUN RISULTATO E' SENZA SFORZO
L’allenamento basato sulla vibrazione non è passivo e richiede uno sforzo minimo da parte del corpo. Inoltre, poiché il riflesso muscolare è stimolato meccanicamente, la frequenza e la portata dell’attività muscolare sono notevolmente superiori rispetto ai metodi di allenamento tradizionali. L’allenamento basato sulla vibrazione è complementare a tutte le altre forme di cura del corpo, sport e attività ricreative. È un concetto moderno che schiude interessanti prospettive per varie applicazioni, garantendo notevoli opportunità.

 
Come si utilizza l’Allenamento Vibratorio

allenamento vibratorioL’allenamento con le vibrazioni si basa, come tutti i tipi di allenamento, sulla quantità di lavoro alla quale il soggetto si sottopone, quantità che nel caso specifico dell’ALLENAMENTO VIBRATORIO corrisponde al tempo di esposizione di ogni singola serie, che non dovrebbe mai superare i 60 sec., e al tempo totale della seduta che non dovrebbe invece superare i 15-20 minuti, ai quali devono essere aggiunti i tempi necessari per consentire il necessario recupero del SNC e del SNP che vengono ampiamente sollecitati durante l’allenamento vibratorio (Stecchi A., 2007).
Tali valori sono infatti il risultato medio ottenuto nei protocolli di lavoro dove sono stati registrati dei risultati positivi e che possono essere quindi considerati come termine di riferimento;
sarebbe comunque opportuno che inizialmente il tempo di esposizione delle serie non superi i 30 secondi, per aumentarlo solo dopo aver raggiunto un completo adattamento al carico di lavoro.
Le tipologie di lavoro che possono essere proposte al soggetto sottoposto all’AV possono essere raggruppate in 3 diverse categorie identificate dal tipo di lavoro compiuto, ovvero:
1 - lavoro isometrico: mantenimento di posizioni statiche con carico naturale o sovraccarico;
2 - lavoro dinamico: svolto generalmente con l’uso dei sovraccarichi, laddove il soggetto esegue normali esercizi di muscolazione;
3 - lavoro statico-dinamico: tecnica di lavoro che alterna esercizi isometrici a esercizi dinamici, normalmente svolto con sovraccarichi.

Basandosi inoltre sul principio del ciclo "Stiramento-Accorciamento" sono stati codificati vari modelli di allenamento specifico che prevedono l’uso delle vibrazioni ad una frequenza di 30 Hz, creando accelerazioni di 3,6G (Bosco, Cardinale, Tsarpela, 1999) e sottoponendo quindi i muscoli estensori delle gambe ad un lavoro paragonabile a quello che si realizza eseguendo 3000 (tremila) salti verticali cadendo da 60 cm (salto pliometrico) (Bosco, 1992).

Il tempo di lavoro durante un salto verticale, infatti, è inferiore a circa 200ms mentre l'accelerazione raggiunge 3,4G (Bosco, 1992); possiamo quindi calcolare che, per eseguire 3000 salti, il tempo totale di stimolo è di 10 minuti.

Lo stimolo meccanico della vibrazione, quindi, è paragonabile a quello che si realizza nel salto pliometrico, con il vantaggio che può essere applicato per lungo tempo, essendo infatti improponibile pensare di realizzare 3000 salti in una sola seduta d'allenamento dal momento che durante un balzo si determinano delle condizioni biomeccaniche critiche per i muscoli (estensori delle gambe e flessori del piede) e per i tendini che vengono stirati per una lunghezza molto elevata che rasenta le condizioni di rottura (4,5 cm), mentre con l’utilizzo delle vibrazioni il pre-stiramento non supera 0,5 cm (Bosco, 1992).
Lo stimolo vibratorio può quindi essere associato all'effetto allenante sia della forza massima sia di quella esplosiva.
Non si può poi escludere che attraverso la vibrazione si possa ottenere un miglioramento della co-contrazione dei muscoli sinergici e un incremento dell'inibizione di quelli antagonisti.

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